| Levanna Orientale |
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| Scritto da flaco | ||||||||||||||||||
| Lunedì 30 Marzo 2009 19:43 | ||||||||||||||||||
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La via normale è presente dettagliatamente su numerose guide: riporto la descrizione tratta da una di queste come punto di partenza per le riflessioni. In vetta si ammira un estesissimo panorama, tra i più ampi che si possono osservare nelle Alpi Graie Meridionali.
AccessoDa Venaria seguire le indicazioni verso Lanzo e Valli di Lanzo fino a Forno Alpi Graie (1219m,1h, ~50Km da Venaria). Itinerario1°giorno: si sale al Daviso (2280m,2h30') percorrendo il vallone della Gura su sentiero ben segnalato. È possibile osservare le enormi frane che hanno amplificato gli effetti dell'alluvione del 1993. Si attraversa subito a Forno sul ponte, quindi si risale sulla sinistra del fiume Stura. Dopo circa un quarto d'ora di cammino pressoché pianeggiante si risale decisi un pendio per guadagnare un falsopiano sostenuto da una strapiombante parete rocciosa. Si sale il successivo pendio erboso fino a sbucare sulla parte superiore del vallone, in prossimità del lago della Gura. È solo un piccolo lago, quasi asciutto in piena estate, non visibile dal sentiero. Anche qui si notano le profonde gole lasciate lasciate dallo straripamento. Attraversato due volte il Torrente Gura si risale il versante destro fino al Daviso, visibile dal piano del lago e poi solo negli ultimi istanti. Il rifugio Daviso si trova su un pendio discendente dalla Punta Girard. La stessa si può risalire senza difficoltà in ulteriori 2h30 circa. La struttura è posta in un punto piuttosto ripido del costolone erboso. Il panorama sull'alta ValGrande, la vicina gola scavata dal torrente, le punte rocciose sovrastanti, i ghiaccai del Mulinet e Martellot rendono l'ambiente insolito e affascinante. 2°giorno: dal Daviso e su sentiero segnalato si raggiunge il Col di Fea (2595m,1h). Ecco un'idea di come vi si può presentare la visione: Da Berutto-Fornelli "Alpi Graie Meridionali" della collana Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI. ApprofondimentoIn condizioni molto particolari e di scarso innevamento la salita può diventare più facile e praticabile anche senza piccozza e ramponi! Al posto di salire sul ghiacciaio posto tra il passo dell'Arc e la Levanna conviene portarsi direttamente sotto il crestone roccioso e risalire le occidentali rocce laterali, sbucando al glacio nevato superiore. L'unico passaggio delicato consiste in un attraversamento esposto dove si trova la targa in ricordo di S. Murialdo. Si giunge quindi alla base del curioso ghiacciaio soprastante: spesso in stagione avanzata si scioglie ai bordi del dirupo che lo sostiene lasciando un comodo passaggio verso la cresta finale. In queste condizioni non servono piccozza e ramponi e soprattutto non occorre passare sopra il ripido glacio nevato. Il periodo migliore per affrontare la salita è quindi in estate inoltrata, verso fine agosto. Soprattutto in discesa, porre attenzione alle nebbie che sovente affollano la zona del Col di Fea. In condizioni di scarsa visibilità è molto facile smarrire la traccia, non trovare più il Col di Fea o perdersi poco dopo averlo passato, dove il sentiero è poco evidente. RecapitiRifugio Daviso 0123 / 5749 LinkCAI VenariaApprofondimentoEcco un'idea delle diverse caratteristiche d'innevamento tra metà luglio e metà agosto sulla via normale:
In primo piano è evidente il percorso roccioso (sulla sinistra della gobba) da preferire in caso di scarso innevamento ad un più ampio giro da sinistra a destra. Naturalmente solo se le condizioni della montagna sono come quelle dell'immagine di sinistra si può salire senza piccozza e ramponi (non c'è neve!) in maniera più agevole rispetto al percorso normale. È bene valutare sempre con molta attenzione e prudenza le scelte che si compiono in alta quota e su percorsi, come questo, non segnalati... Il panorama dalla vetta è vastissimo, incredibile, e ripaga ampiamente la fatica. Bibliografia
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Dicembre 2009 11:47 |







Una delle più belle (ma faticose) gite che si possono intraprendere nelle Valli di Lanzo è senz'altro la salita della Levanna Orientale da Forno. La particolarità di questa vetta sta nella sua posizione: dai suoi pendii si ripartono ben 3 valli: Val Grande di Lanzo, Valle dell'Orco, Valleè de l'Arc. La montagna è ben visibile da Torino, essendo molto ampia e imponente, con i fianchi coperti da due significativi ghiacciai.