flaco
Albaron di SeaPDFStampaE-mail
Lunedì 06 Aprile 2009 18:48
Scritto da flaco

Via normale

Ottima escursione su una vetta alta 3262m che viene considerata come la cenerentola del gruppo della Ciamarella. Descritta spesso come una spalla del versante E della Ciamarella, l'Albaron di Sea svela tutta la sua grandezza dal Vallone di Sea, apparendo come la cima dominante. E di dominante non ha poco, l'Albaron. Con i suoi 950m di vertiginoso sviluppo rappresenta la più alta parete delle Valli di Lanzo, con poco da invidiare ai colossi alpini di tutt'altra fama.
Ottima escursione per apprezzare appieno il selvaggio ambiente del Sea. Lungo da non finire mai, il vallone è uno dei più severi e incantati luoghi delle Valli di Lanzo. Solo qui si trova l'acqua più buona, le pareti più suggestive che tanto hanno ispirato G.P Motti negli anni settanta, il rumore ossessivo dell'acqua che non manca mai, l'acqua stessa sembra spuntare dal cielo quando si risale il tracciato che da sopra il Soardi conduce al ripiano sotto il colle di Sea. E poi le marmotte, gli stambecchi fuori dal bivacco la sera, i serracchi del ghiacciaio Tonini dove l'acqua discendente nelle rogge del disgelo regala arcobaleni effimeri, la mole della Est della Ciamarella con il tipico "Pan di Zucchero" ad impreziosire il cielo con un bacio bianco lucente. Un posto dove i fastidi evaporano, fuori dal tempo, e puoi stare davvero bene.
Tutto questo nel Vallone di Sea, con i suoi 8Km di sviluppo incontaminato verso il confine francese.

Partenza Forno 1219mAlbaron di Sea
Tempo di salita
3h + 4h
Difficoltà
EE - F
Dislivello
1078m + 965m
Altezza
3262m
Segnavia
EPT308 fino al bivacco
Attrezzatura quella tipica dell'alta montagna. Corda, piccozza e ramponi.
Periodo migliore luglio - settembre
Effettuata in:     agosto 2003

Accesso

Seguire le indicazioni per Cantoira - Forno Alpi Graie. Si passa Pessinetto, quindi si raggiunge un semaforo. Svoltare a destra e proseguire per Forno AG (ancora 20Km, ~50Km da Venaria), fino al termine della provinciale.

Itinerario

1° giorno

Salire al Bivacco Soardi.

2° giorno

Scendere brevemente sulla morena in direzione N, evitando di stare troppo in alto dove ci sono balze rocciose. Risalire la sponda destra della morena per giungere in prossimità di un nevaio perenne (ma negli ultimi anni completamente sciolto). Cominciare a risalire presso la sponda destra estrema del vallone, fino ad un secondo nevaio (anche questo sovente disciolto ad agosto negli ultimi anni). Risalire il nevaio in direzione del... cielo soprastante, dove si vede scendere l'acqua della Stura. Il pendio si fa via via più inclinato fino all'erta finale che conduce al pianoro superiore (vista sui serracchi del Ghiacciaio Tonini). Attraversare la Stura (direttamente o sul ghiaccio che la ricopre - estrema resistenza del necrotico ghiacciaio di Sea) e portarsi nella conca che scende tra L'Alabaron ad E e la cresta NE della Ciamarella. E` possibile guadagnare la conca sia compiendo un ampio semicerchio verso S nei pressi del ghicciaio Tonini, oppure risalendo direttamente le ripide rocce levigate che si trovano sulla nostra sinistra. In scarsità di neve, che rende disagevole il cammino, è possibile optare per la seconda scelta. Individuare quindi un paio di grossi segnali di vernice rossa, e risalire la bastionata rocciosa nella loro prossimità. Con alcuni passaggi di facile arrampicata si guadagna la gobba superiore della bastionata, da aggirare verso S, quindi ridirigersi verso O e risalire le rocce successive, fino a guadagnare l'ampia conca detritica superiore. Attenzione: da qui in avanti sparisce ogni traccia di sentiero o segnalazione.

Ad inizio stagione da qui in su è possibile trovare neve o ghiaccio. All'occorrenza si calzano i ramponi. Nel nostro caso di neve non se ne parla proprio. Si comincia quindi una noiosa risalita tra ghiaccio necrotico ricoperto da una coltre di detriti smossi, dal cammino piuttosto fastidioso. La conca viene presto interrotta a metà da una esile cresta divisoria. Risalire uno dei due valloncelli, preferibilmente quello aperto sulla destra, presso la NE della Ciamarella, più ampio e meno inclinato. Si giunge così ad una zona in cui il pendio si fa meno inclinato. Qui cominciare a puntare vero E-SE, in direzione dell'ormai evidente pianoro del ghiacciaio dell'Albaron. Ancora detriti smossi, l'attraversamento di un torrentello e ci si trova in vista del Ghiacciaio dell'Albaron. Ormai molto ridotto. Calzare i ramponi e attraversare il pianoro in diagonale verso SE, in direzione del Colle delle Rocce d'Albaron. Porre attenzione ad eventuale caduta massi dalla E della Ciamarella che domina in direzione O sopra il ghiacciaio. Giunti nei pressi del Colle delle Rocce d'Albaron virare a sinistra e raggiungere la zona detritica sotto la cresta O che dal colle sale in vetta. Evitare di scendere nella conca in cui il ghiaccio divalla nei pressi del detritico versante O, da avvicinare solo in corrispondenza del sopra citato colle.
Ricominciare a salire per detriti smossi, tenendosi sempre di alcuni metri sotto la cresta, la cui parte iniziale sarebbe piuttosto complicata. Aggirando alcune roccette il percorso si fa via via più evidente verso l'ormai visibile vetta. Raggiungere la sommità tenendosi sempre nei pressi della cresta, nel tratto finale ormai più semplice e avvicinabile.
Dalla vetta, su cui si trova un ometto alto circa un metro e mezzo, panorama vertiginoso sul sottostante Vallone di Sea, punta Francesetti, il bivacco Soardi e più lontana la pianura, il Gran Paradiso, i monti della Maurienne. A ovest ottima vista sulla Ciamarella, e il sottostante omonimo piano a completare il quadro.

Bibliografia

  • Berutto-Fornelli "Alpi Graie Meridionali" della collana Guida ai Monti d'Italia CAI-TCI 1979
  • Berutto "Valli di Lanzo e Moncenisio" III edizione Guide IGC
  • M. Blatto "In Cima - 70 normali nelle Valli di Lanzo", Blu Edizioni 2001


Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Aprile 2009 19:14