flaco
Corno BiancoPDFStampaE-mail
Giovedì 09 Aprile 2009 19:10
Scritto da flaco

2891m-2883m Concatenamento dal Meridionale al Settentrionale

Pilastri sommitaliSi va in montagna per cercare qualcosa, o per fuggire da qualcosa. Forse entrambe le cose. In alcune circostanze si prediligono itinerari frequentati, mete evidenti e dal comodo accesso. Altre volte si preferiscono percorsi in ambienti più selvaggi, dove la meta è da cercare, e si presenta quasi come un regalo, una sorpresa all'ultimo momento quando ci si comincia a domandare dove porti il viaggio.

Per tutti coloro che cercano la seconda tipologia di ascensioni, si raccomanda questa salita. Ridenti, sterminati pascoli di erba e fiori caratterizzano la prima parte dell'ascesa, mentre blocchi di granito di particolare bellezza e perfezione si trovano nella sezione terminale. Il tutto su un terreno prevalentemente privo di sentieri. Solo alcune tracce di antiche piste che univano i pascoli restano oggi come traccia di una ormai remota presenza umana.

L'ascesa del Corno Bianco, - ma sono due distinte vette, una meridionale e una settentrionale, di altezza simile -, avviene in un ambiente di grande apertura, panoramico, eppure cela le cime che rappresentano il nostro obiettivo per buon tratto del percorso. La descrizione che si trova in letteratura è forse diversa da quella che qui viene proposta. La salita per la Costa Pra Longis consente infatti, a nostro parere, di apprezzare meglio il maestoso ambiente circostante, è meno noiosa e assai più stimolante della salita nel vallone sottostante; e a conti fatti non è affatto più lunga! Inoltre sfrutta in modo ottimale alcune tracce di sentiero nonché altri utili punti di riferimento in caso di nebbia. Ciononostante i rischi di perdere la traccia ottimale sono sempre in agguato; occorre prestare la massima attenzione alla salita, anche in condizioni di buona visibilità, mentre si sconsiglia fortemente di intraprendere questa ascensione in caso di nebbia.

Superata la Costa Pra Longis consigliamo di raggiungere lo spartiacque sommitale presso l'intaglio alla base della cresta Ovest del Monte Piccolo Morion. Da qui si segue la rocciosa cresta che porta verso Ovest in direzione della cima settentrionale del Corno Bianco (2883m, è quella meno elevata, secondo letteratura), meta della gita. Tale cima si vede solo in prossimità della stessa in quanto lo spartiacque in questa zona piega ulteriormente verso Nord, allontanandosi dalla Valle Grande di Lanzo, schiacciando in una prospettiva troppo impietosa le cime più remote. Dalla cima settentrionale proseguendo verso Ovest si tocca la cima meridionale.

In alternativa - noi abbiamo fatto così -, consigliamo di salire prima la cima meridionale, e da ovest verso est concatenare la cima settentrionale per poi portarsi verso l'intaglio del Monte Morion. In tal caso occorre salire ad un altro intaglio, posto poco a Ovest del Corno Meridionale. Dall'intaglio la cima si raggiunge con un ultimo passo dentro un piccolo canalino a pochi metri dalla sommità (noi lo abbiamo trovato impercorribile, ostruito da un muro di ghiaccio), oppure tramite una placchetta di II grado (roccia ottima e aderente) cui segue un delicato passo traverso sopra il canalino - è anche possibile vincere direttamente la vetta con un ultimo semplice ed esposto movimento verticale.

Ulteriore alternativa: raggiungere l'intaglio tra le due cime, e da qui salire senza alcun tratto davvero delicato, ma per semplici detriti, una alla volta le due vette. Questa è forse la soluzione più "normale" della salita, ma noi preferiamo descrivere l'interessante salita per la cresta E dall'intaglio del Monte Piccolo Morion. Ci sono alcuni tratti un po' più esposti, ma con difficoltà tecniche nulle, mai alpinistiche.

Le difficoltà di orientamento e la natura dell'itinerario, su terreno privo di sentieri, rende questa salita un po' delicata e da affrontare con un minimo di attenzione e consapevolezza.

Partenza Rivotti, 1450m c.ca
Tempo di salita 4h30    
Difficoltà EE
Dislivello 1450m c.ca
Segnavia nessuna di rilievo
Attrezzatura normale equipaggiamento escursionistico
Periodo migliore estate-autunno
Relazione del:     10-06-2006

Accesso

Da Pialpetta (Val Grande di Lanzo), appena superato l'abitato, prendere il primo bivio che sale sulla destra verso i Rivotti e Alboni. Dopo c.ca un chilometro, ad un bivio, svoltare a sinistra verso i Rivotti. Giunti all'abitato, lasciare la macchina presso il termine della strada, è presente una piazzola prima dei segnali che indicano l'inizio di una proprietà privata.

Itinerario

Dalla piazzola un sentiero di addentra tra le case. Superate queste si prosegue su un largo tracciato inizialmente lastricato a lose, ben evidente. Ci si addentra nel bosco, si supera oltre al ripetitore iniziale uno specchio per le telecomunicazioni. L'evidente tracciato prosegue con dolce salita fino a sbucare sulla strada carrozzabile del Gias Fontane. Si tratta di una strada ad uso esclusivo dei pastori locali. Qui termina l'unica parte con un sentiero ben segnato. Proseguire sulla strada per un po' di minuti. Si supera un guado di cemento. Notare in alto un piloncino votivo. Superare ancora un altro guado di cemento, quindi prendere una poco evidente traccia che sale sulla scarpata, a destra, e dopo una ripida salita di poche decine di metri raggiunge il pilone votivo precedentemente notato. Da qui si apre una distesa pianeggiante di verdi pascoli. Percorrerli verso Nord, raggiungendo e superando nei pressi il Gias Primavera e il Gias Alpetta - "gias" è il nominativo locale di "alpeggio", ovvero un gruppo di baite utilizzate come stalle o supporto ad esse. Lasciandosi il Gias Alpetta sulla propria destra, portarsi presso il Gias Pian delle Cialme (2010m). Salire paralleli al vallone, per radure erbose nelle vicinanze della cresta spartiacque con il Vallone di Sagnasse, ovvero l'arrotondata e verdeggiante Costa Pra Longis. Notare che con percorso più lungo è possibile giungere fin qui anche seguendo la carrozzabile e i suoi tornanti. Lasciare anche il Gias Pian delle Cialme alla propria destra, quindi per incerte tracce, a tratti in dissolvimento nella bassa vegetazione dominata da rododendri e ginepri nani, puntare più decisamente a sinistra, sul versante erboso discendente dalla Costa Pra Longis. La salita si fa più erta. Ad una cinquantina di metri dall'alpeggio attraversare un canale - scende al suo interno un tubo nero. Quindi per tracce incerte salire in diagonale e alcune risvolte verso Sud, ripiegare a Ovest e giungere in breve sulla sommità della Costa Pra Longis. Buona vista sui Laghi di Sagnasse. Qui il sentiero torna più evidente, e per tutta la cresta si percorre molto comodamente. Si prosegue sul versante orientale per superare un modesto blocco di rocce, poi ancora un secondo blocco più evidente, posto proprio in cresta. Quindi si torna sul filo del costolone, ampio e erboso. Terminato un tratto iniziale quasi pianeggiante, la costa prende a salire decisamente, sempre su terreno erboso. Resti di un antico sentiero, a tratti assai largo, consentono di salire agevolmente. Se si perdesse la traccia considerare la cresta come punto di riferimento e si ritrova immediatamente la via. Superare un grosso ometto a circa 2300m di quota, salire ancora fino a quando la Costa Pra Longis muore contro una cresta discendente dal Monte Piccolo Morion. Proseguire sulla sinistra (W) di tale cresta, sotto la granitica parete rocciosa del Monte Piccolo Morion. Si entra così nella parte sommitale del Vallone Sagnasse. Per esili ed incerte tracce avvicinarsi alla scoscesa parete del Morion, in alcuni casi a pochi metri dalla sua verticale base. Quando il vallone di apre nel suo ripiano superiore, a c.ca 2500-2600m, piegare decisi verso sinistra (Ovest), ed entrare nell'anfiteatro morenico che regna sotto lo spartiacque principale tra la Valle Grande e la Valle Orco.

Salendo sulla Costa Pra Longis. In alto, in centro l'intaglio che consente di salire la cresta Ovest del Corno Bianco Meridionale. A destra, in una lingua di neve, il colle che separa le due vette.Entrare nell'anfiteatro detritico. Qui le tracce svaniscono completamente. Accenniamo brevemente l'alternativa proposta nell'introduzione. Occorre proseguire il pianoro verso Ovest, quindi risalire i detriti in diagonale ascendente verso la cresta spartiacque. Si nota un intaglio a "V" posto poco ad Ovest del Corno Meridionale. Raggiungerlo, per erba e pietrame. Attenzione: individuare questo intaglio correttamente. Ignorare un intaglio ancora più ad Ovest posto nei pressi di un'aguzza guglia di rosso granito (protogino), percorsa da un diedro fessurato. E` assai evidente, ma non ha nulla a che vedere con la nostra meta. Dall'intaglio salire verso Est in direzione dell'ormai evidente ometto di vetta, difesa da una placca o un piccolo breve canalino.
Dalla vetta meridionale il concatenamento può continuare verso Est raggiungendo il vertice settentrionale e per cresta l'intaglio del Monte Morion, così come descritto in senso inverso nel paragrafo seguente.

Torniamo all'itinerario di base. Dall'anfiteatro morenico salire diritti in direzione dell'intaglio posto sullo spartiacque alla base della cresta Ovest del Piccolo Morion. Raggiungere preferibilmente la sezione occidentale di detto intaglio per una noiosa e instabile pietraia. Dallo spartiacque parte verso Ovest una lunga cresta. Dapprima affilata, pianeggiante e rocciosa, tuttavia facile se in buone condizioni. Superato il primo tratto più esposto e roccioso, la cresta prosegue tra blocchi enormi di saldo granito o gneiss. L'ascesa prosegue agevole, superando alcuni promontori sul versante canavesano, ma sempre a pochi metri dal filo della cresta.
Camminando tra lastroni di roccia la cresta piega verso NW e mostra finalmente la vetta del Corno Bianco Settentrionale, raggiungibile senza difficoltà (4h/4h30 da Rivotti). Sulla vetta ometto e triangolo metallico del CAI di Rivarolo. Questo indica una quota di 2891m, ma in base a quanto si trova in letteratura dovrebbe essere la cima meridionale la depositaria di tale altezza.
Terminata la Costa Pra Longis inizia il traverso nel Vallone Sagnasse sotto una parete rocciosa discendente dal Monte Piccolo Morion.Dalla vetta proseguire in cresta la discesa verso Ovest, tra blocchi di roccia e nella fase finale per ampie e poco inclinate placconate granitiche. Si giunge ad un colletto che separa le due cime del Corno Bianco. Risalire la semplice cresta di massi accatastati verso la vetta del Corno Bianco Meridionale (2891m, 20' dal Corno Bianco Settentrionale). Sulla cima ometti di pietra.

Discesa: sull'itinerario proposto per la salita. Oppure, raggiunto il colletto che separa le due vette, scendere direttamente per pendii erosi e blocchi di pietre verso l'anfiteatro detritico. Questa possibilità, intrapresa in salita, consente di evitare i tratti di cresta più esposti dell'itinerario qui descritto. E` così possibile rendere l'intero percorso di tipologia prettamente escursionistica. Restano validi tuttavia i requisiti di una buona esperienza ed un ottimo orientamento per trovare i punti migliori per l'ascesa.

 

L'ingresso nell'anfiteatro detritico. Evidente il tratto di cresta Est che dal Morion si porta verso il Corno Bianco (a sinistra nella foto). Le due vette del Corno Bianco come appaiono ad ovest, viste dal Monte Barrouard.
Salendo la cresta Ovest, un ultimo tratto con una paretina sbarra la strada alla vetta del Corno Bianco Meridionale. Le Levanne
Striature sul Gran Paradiso. Chi ha bevuto tutto il Lago di Ceresole?!
Presso il colletto posto tra le due vette appare il Corno Bianco Settentrionale. Il Corno Bianco Meridionale visto da quello Settentrionale.

 



Ultimo aggiornamento Sabato 21 Agosto 2010 15:45