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flaco
Laghi Mercurin - RuPDFStampaE-mail
Sabato 18 Aprile 2009 15:50
Scritto da flaco

Via normale da Balme - Traversata per il Labirinto Verticale

Questi due pittoreschi laghi si trovano sopra Balme, un poco ad Ovest dell'Uja di Mondrone. Ben inseriti in un ambiente severo, a tratti quasi agghiacciante. Due valloni precipitano su Balme, quello Pissai e quello del Ru. Il primo termina col lago del Mercurin, il secondo con quello omonimo.

Il Mercurin giace proprio sotto la parete O dell'Uja di Mondrone, occupa quasi completamente una conca rocciosa molto chiusa. Più a E abbiamo il meno esteso lago del Ru, un poco più in alto e in una zona più aperta, ma sempre in un piano grande quanto basta per ospitare le scure acque del bacino. Viene qui descritta la salita al Lago del Mercurin attraverso il ripido Vallone del Ru. Su un tracciato tra balze dapprima quasi verticali sopra Balme e via via meno inclinate. Il sentiero raggiunge lo spartiacque tra i due valloni citati, quindi è agevole nonchè consigliabile il raggiungimento di entrambi i laghi. L'escursione, oltre all'ambiente esposto e severo, offre anche pregevoli spunti naturalistici e antropologici. Si possono osservare una notevole varietà di piante (consigliato il periodo della fioritura), mentre è quasi sicuro l'incontro con numerosi branchi di stambecchi che stazionano volentieri nei pressi del sentiero. Inoltre, nella prima parte dell'itinerario, si osservano numerose incisioni lasciate dagli abitanti locali nei secoli passati.
Il sentiero è ben segnalato nei tratti più delicati, ma è possibile perderlo in alcuni punti abbandonati ad una maggiore trascuratezza. Non vi sono difficoltà alpinistiche, tuttavia si incontrano sporadiche roccette da risalire con un minimo d'attenzione. La traccia è piuttosto obbligata, non è possibile perderla, quindi si sconsiglia fortemente questo itinerario in caso di nebbia o maltempo.

E' possibile salire al lago del Ru (e conseguentemente a quello del Mercurin), anche partendo dal Pian della Mussa, su un sentiero più semplice e ottimamente definito. E' però meno diretto, forse più noioso, meno interessante e non riportato in letteratura. Ma è bene valutare questa possibilità. In tal caso si segue in tutta la sua lunghezza l'EPT227, partendo dalle Grange della Mussa. La lunghezza dell'itinerario è all'incirca sempre la stessa (strada più lunga, ma meno dislivello!).

Partenza Balme, 1432m
Tempo di salita 3h30
Difficoltà EE
Dislivello 1138m
Segnavia EPT228 (Mercurin) EPT227 (Ru)
Attrezzatura quella tipica dell'alta montagna.
Periodo migliore luglio - settembre; comunque quando non c'è più neve nei valloni (in genere va via in fretta dal momento che sono esposti a S). Ad inizio stagione sono maggiori le possibilità di incontrare gli stambecchi, anche nella parte iniziale dell'itinerario.
Relazione del:     settembre 2003

Accesso

Seguire le indicazioni per Balme - Ala di Stura. Si passa Pessinetto, quindi si raggiunge un semaforo. Proseguire dritto per Ceres, quindi per Ala e Balme, l'ultimo comune della Valle. Lasciare la macchina nel parcheggio che si trova a fianco dello storico e ora chiuso Albergo Camusot.

Itinerario

Dall'Albergo Camusot di Balme salire il ripido prato in direzione delle pareti rocciose che sovrastano Balme. Si nota su una balza uno "specchio": un ripetitore passivo per ponte radio.
Ignorare le tracce che portano al Ginevrè, la palestra di roccia, e proseguire per il lago del Mercurin. Si entra in pochi minuti dentro un boschetto di latifoglie, in cui occore prestare un po' d'attenzione per non perdere la via. Si esce tra le vicine pareti rocciose dal caratteristico color rossastro, continuando a seguire il sentiero che si snoda ora tra alcuni giovani pini. Si risale una sorta di ampio passaggio tra le prime balze, fino a superarne una prima serie. Si costeggia quindi verso sinistra, su percorso un po' meno inclinato. Qualche diagonale e si risale di nuovo verso l'alto, dove alcune roccette poco ripide interrompono i detriti. Il sentiero ritorna già a destra, dove si apre la visione di un evidente intaglio su una cresta. Si sale in tale direzione fino a raggiungerlo guadagnando così il vertice delle balze rocciose più verticali. Ottima vista su Balme. (1h di cammino)
Da notare in questa prima parte dell'itinerario le numerose scritte incise nelle pietre, lasciate dagli abitanti locali di numerosi secoli orsono (alcune risalgono intorno al 1600).
Il sentiero taglia ora a destra per un delicato attraversamento: entriamo nel vallone del Ru. Si attraversa tutto il vallone, arrivando sul suo lato destro, e qui si inizia comodamente a risalirlo. Il vallone, per lo più roccioso, è solcato nel suo centro dall'emissario del lago del Ru. Salire seguendo le tracce tenendosi sempre bene all'estrema destra, a fianco di una ripida parete rocciosa. Il sentiero diventa più ripido e risale detriti e roccette talvolta un po' umide. Ottima vista su Torre d'Ovarda, laghi Paschiet, di Afframont, e montagne circostanti (in bella evidenza la Croce Rossa). Passa un'altra ora di cammino, mentre il vallone si fa via via meno ripido e più ampio. Continuando a tenere la destra si raggiunge un bivio (circa 2h da Balme). Continuando nel centro del vallone tra le rocce rossastre si arriva al lago del Ru. A destra, invece, si svolta per il Mercurin, il nostro obiettivo. Il sentiero riprende a salire ripido in un chiuso diedro-valloncello, per portarsi ad un nuovo intaglio, guadagnabile rapidamente. Qui si offre la visione di un dolce ed ampio pendio erboso-detritico. Attraversare verso destra seguendo i segnali rossi. Il percorso si fa più pianeggiante e punta deciso verso lo spartiacque tra il vallone del Ru e il parallelo vallone Pissai. Giunti alle porte del Vallone il sentiero volge nuovamente verso l'interno del vallone, trovando la strada tra ripide e scure pareti. Dopo una breve e affascinante discesa tra cenge e salti rocciosi il sentiero tocca il fondo dell'ampio vallone, solcato da rocce montonate e dalle scure acque dell'emissario. Ancora una breve leggera salita porta alla riva rocciosa del lago visibile solo all'ultimo momento. (circa 3h da Balme)
Il lago ricopre l'intera sommità del vallone, dominato ad E dalla marcata parete dell'Uja.
Qualcuno si chiederà se è possibile salire direttamente al Mercurin dal proprio Vallone Pissai fin dall'inizio: la risposta è negativa. I due valloni sono simili e adiacenti, ma le pareti rocciose terminali del Pissai sono insuperabili (Guida ai Monti d'Italia, Alpi Graie Meridionali, CAI-TCI). Quindi rivalicate nel vallone del Ru seguendo il sentiero!

La discesa si effettua ripercorrendo l'itinerario di salita.
E` possibile, anzi consigliabile, completare l'escursione salendo al vicino lago del Ru.
Occorre portarsi sulla sponda occidentale del lago, dove si individua scendere dallo spartiacque del vallone del Ru un marcato intaglio. Segni rossi tracciano un sentiero che si porta a monte, nella sua direzione. In circa trenta minuti si guadagna l'intaglio posto a monte del lago. Un ultimo ripido passo apre lo sguardo all'ampio ripiano detritico sommitale. Da qui in circa 10 minuti proseguendo per il segnato sentiero verso E si guadagna il lago del Ru.
Per ridiscendere a valle non occorre tornare al lago del Mercurin; è sufficiente seguire i segni che portano in basso direttamente dal vallone del Ru, per le sue caratteristiche rocce rosse, senza rivalicare nel vallone Pissai. Si raggiunge così il primo bivio. Più in basso si incontra così il sentiero comune che torna a Balme.

Labirinto verticale

Splendida variante d'ambiente per una traversata da ricordare.

Oltre al tradizionale sentiero che collega Balme ai due laghi, è dal 2005 presente un nuovo tracciato che solca le ripide balze rocciose della montagna. La novità potrebbe sembrare un azzardo, una ridondanza dal dubbio significato. Invece, percorrendo le scoscese roccette su cui si snoda la salita, ci si rende ben presto conto del senso dell'itinerario. Non solo per la bellezza intrinseca del luogo, un continuo trasalire di pareti di rosso serpentino intagliate da improvvise cenge e ascendenze detritiche. Ma anche per l'importanza etno-culturale del cammino. Si incontrano infatti sulla via diversi segni nella roccia, ricavati dagli antichi abitanti del luogo. Spiccano le varie date incise nella pietra, prevalentemente tra il XVIII e IX secolo. Non mancano tuttavia segni più antichi, di origine medievale e forse anche preistorici. Nell'abitato di Balme una bacheca informa in modo dettagliato la storia che sta attorno a questi segni del passato.

Tornando al nostro sentiero, appare ora evidente il senso del nome. Un labirinto: sia per trovare tutti i segnali lasciati dalla cultura dell'uomo sulla montagna, sia per individuare tra le ripide pareti le cenge ed i pendii che consentono la salita. Cenge a tratti spettacolari e di grande eleganza.

Il labirinto termina sul costone roccioso che separa il vallone del Mercurin da quello del Ru, poco oltre il bivio dove si biforcano i tracciati tradizionali che conducono ai due laghi. Tuttavia risulta attraente continuare la salita al lago del Mercurin e poi a quello del Ru, discendendo pertanto nel vallone omonimo e completando un anello di intensa suggestione.

Consiglio la salita anche in autunno. Infatti la neve è poco restia a depositarsi sul caldo e ripido serpentino delle balze rocciose che cadono sopra Balme. Solo il canalino che dal lago Mercurin sale verso il Ru potrebbe facilmente essere ricoperto di neve. In questo caso occorre molta proprietà di valutazione, per il pericolo di valanghe e per la ripidezza del versante. D'estate è un pendio detritico interrotto da facili roccette. Nella stagione fredda diventa un canale che può opporre facili difficoltà alpinistiche.

Ma consiglio l'autunno anche perché in questa stagione dai colori accesi e dal sole già basso i laghi si mutano in spettacolari specchi d'acqua. Nelle terse e calme giornate autunnali, quando il vento e le nuvole non esistono, quando la quieta e tersa aria avvicina e svela ogni dettaglio, il lago del Mercurin è uno specchio perfetto. Visto dalla sua riva, il riflesso della montagna che circonda il lago provoca una vertigine di sensazioni. Acqua, terra e cielo si fondono e si combinano in una armoniosa e capovolta realtà di colori e geometrie. Solo il guizzo di una trota, di tanto in tanto, con cerchi concentrici riesce a rompere l'incantesimo e svelare la vera natura del lago. Un incantesimo in cui si apre lo specchio, nel quale, in qualche modo, verrebbe la voglia di passare attraverso, per perdersi nel sorriso del cielo oltre le vette.

Riportiamo solo il tratto che sale da Balme fino all'innesto sul sentiero tradizionale che porta al lago del Mercurin. Per il completamento della traversata fare riferimento, nella parte mancante, all'itinerario precedentemente descritto.

Dal parcheggio dell'Albergo Camusot, dopo pochi minuti un cartello indicatore impone una decisa sterzata verso destra (Est), dove un pianeggiante sentiero si porta verso il vallone del Mercurin. Dopo alcune centinaia di metri il sentiero torna a salire e si porta alla base delle prime balze rocciose. Sfruttando lunghe cenge e ripidi pendii il sentiero sale con numerosi cambi di direzione. Bellissima la cascata del rio Pissai e alcune cenge suggestive, che vi lascio scoprire. Su sentiero ottimamente segnalato ci si porta infine alla base di una verticale parete nerastra, rappresentante l'estremo superiore della montagna così come la si vede da Balme. Questo contrafforte viene superato nel suo punto più debole: un breve pendio aperto verso est, molto ripido e prevalentemente roccioso. Questo tratto, l'unico davvero delicato della salita, è protetto da cavi metallici.

Superata la balza rocciosa la pendenza si fa via via minore e in breve si giunge tra rocce e detriti al bivio con il sentiero che porta al lago del Mercurin. Da questo bivio l'itinerario prosegue come descritto nella relazione precedente.

Alcune foto del Labirinto Verticale unito alla traversata completa al lago del Ru.

Bibliografia e Link

  • La Piutà di Balme
  • Berutto-Fornelli "Alpi Graie Meridionali" della collana Guida ai Monti d'Italia CAI-TCI 1979
  • Berutto "Valli di Lanzo e Moncenisio" III edizione Guide IGC


Ultimo aggiornamento Sabato 18 Aprile 2009 16:38