flaco
Torre d'OvardaPDFStampaE-mail
Sabato 29 Luglio 2006 16:38
Scritto da flaco

Via normale da SW e concatenamento al Truc d'Ovarda

La cresta sommitale della Torre d'Ovarda, in direzione dell'ometto di vetta.La Torre d'Ovarda è un importante gruppo roccioso costituito da una affilata cresta che divide la valle di Viù dalla Val d'Ala. Essendo uno dei primi 3000 che si incontrano nella Valle di Viù, la più vicina alla pianura delle tre Valli di Lanzo, ed avendo fianchi molto scoscesi e profondi nelle giornate d'estate è assai frequente trovare nebbia già nel tardo mattino, anche nelle giornate più stabili. Consiglio quindi di seguire con attenzione l'itinerario, soprattutto al ritorno, per evitare di perdersi nei complicati valloni che la montagna sviluppa sul suo fianco meridionale, dove sale l'itinerario della via normale qui descritto.

La salita alla Torre può essere unita al Truc d'Ovarda, un'elevazione di 2393m che si incontra salendo con una breve deviazione che rende l'itinerario molto più suggestivo e panoramico.
Storicamente la montagna riveste un antico splendore d'altri tempi, che oggi lascia un melanconico ricordo. Nei primi decenni dello scorso secolo la montagna era meta ambita degli alpinisti d'élite, che aprirono vie un po' ovunque. Tra gli altri ricordiamo Giusto Gervasutti e una prima traversata completa della cresta ad opera di Renato Chabod con altri. La frequentazione impose l'apertura di un rifugio sul versante settentrionale, il Rifugio SARI, oggi non più presente. Per l'appoggio alla salita, sul pendio settentrionale, presso i Laghi Verdi, si trova ora il Bivacco Gandolfo, una confortevole e moderna costruzione in legno, sovente inaccessibile nei nevosi mesi invernali in quanto coperto di neve.

Morfologicamente il gruppo consta di tre cime. L'occidentale, un Colletto, un cresta orizzontale di oltre 200m che individua la vetta centrale, il Colletto Venaus, la vetta orientale. Solo la vetta centrale e la sua cresta superano i 3000m.

La roccia rappresenta in modo esemplare quello che geologicamente è noto come "complesso dei calcescisti con pietre verdi". Una roccia per lo più instabile e fratturata, pesante, originata da un metamorfismo di peridotiti e altri sedimenti oceanici. In particolare si sono sviluppate le ofioliti, ovvero le pietre verdi. Qui è avvenuta un'ulteriore trasformazione in una mescola con prasiniti, feldspato triclino, mica e epidoti. Un mix che ha valso a queste rocce un nuovo nome: ovardite.
Alpinisticamente è però una roccia instabile, a tratti pericolosa, tuttavia alcuni tratti più ripidi e saldi hanno permesso il disegno di alcune vie di salita.

Dal punto di vista atmosferico la Torre d'Ovarda è l'amica antonomastica delle nebbie. Praticamente impossibile in estate passare un giorno senza formazioni cumuliformi sui fianchi della montagna. Porre pertanto attenzione a questo aspetto.

Alcune guide consigliano di salire il Colletto occidentale e quindi, con facile arrampicata guadagnare la cresta centrale.
La via normale da me seguita invece risale un canalone sul versante SW dopo aver attraversato la base dell'intera parete verso W. Il canale è formato da rocce rotte e detriti smossi, da salire con cautela specie se più comitive sono impegnate nell'ascesa. Il pericolo di caduta pietre è altissimo. Il canale porta direttamente sulla cresta sommitale, nei pressi di una piccola croce metallica di recente installazione che sostituisce una statuetta della madonna presente anni fa. Segue un tratto in cresta, un centinaio di metri delicati che portano all'ometto di vetta, alto circa 2m e ben visibile.

Partenza Alpe d'Ovarda, 1890m
Tempo di salita 4h circa
Difficoltà F-, tratti di I in cresta.
Dislivello 1190m circa
Quota 3075m
Segnavia GTA e EPT128 in discesa
Attrezzatura casco
Periodo migliore estate (giugno-settembre)

Accesso

Raggiungere le Valli di Lanzo (vedi pagina iniziale). Risalire la Valle di Viù. Superare Viù e Lemie. Poco dopo questo comune abbandonare la provinciale e svoltare a destra per Inversigni.
La strada si fa ripida e stretta, dopo un po' termina l'asfalto. Supera un santuario e risale gli ampi pascoli in direzione dell'Alpe d'Ovarda, nei cui pressi si può lasciare l'auto. In alcune circostanze la strada può essere un po' sconnessa.

Itinerario

Dall'Alpe d'Ovarda, facendo attenzione ad eventuali cani ringhiosi, salire sulla cresta erbosa posta a W delle costruzioni. Dapprima ricoperta di bassi cespugli e ontani, l'ampia cresta diventa erbosa e mostra in alto la vetta del Truc d'Ovarda. Risalire la cresta fedelmente e con comodità nonostante l'assenza di un sentiero. Verso il Truc la cresta si fa più affilata e in parte rocciosa.
Superato il Truc (buon panorama sulla valle e sulla Torre), proseguire la cresta tenendosi sul filo. Si scende brevemente contornando alcuni contrafforti rocciosi, l'ultimo dei quali, un po' più imponente, sulla destra. Superato un ampio e grazioso pianoro erboso, la cresta torna ampia e coperta di prati. Risalirne i dossi, si incontra una croce che ricorda un bimbo colpito dal fulmine negli anni venti del secolo passato. Ancora poche centinaia di metri e siamo al Colle Costafiorita, alla base della Torre. Qui si incontra il GTA che sale da Usseglio e prosegue al Passo Paschiet. Oltre al GTA passa qui anche il Sentiero Italia, la Via Alpina, e chi più ne ha...

Dal colle, verso W, inizia un'esile traccia sull'erba che contorna la parete S della Torre. Si procede su questo sentiero intraprendendo una lunga, panoramica traversata in leggera ascesa. Molto difficile perdere la pur esigua traccia, in quanto contorna la base della parete. Piuttosto può essere utile fin da qui indossare il casco, per proteggersi dalle scariche che gli stambecchi, ma soprattutto le pecore, fanno cadere da sopra.

Questo tratto, piacevole, permette anche di ammirare i dirupati canalini che si sviluppano più in basso, un labirinto di ripidi valloncelli separati da selvagge guglie, gendarmi, monoliti. Si supera la Costa del Vento, che separa il Vallone di Venaus da quello del Servin. Si prosegue ancora, attraversando altri valloncelli. Intorno ai 2760m il sentierino cessa di salire. Si apre la sezione superiore del Vallone di Servin, è anche visibile uno specchio d'acqua. Proseguire fino alla quota 2753m (sulla mia cartina IGC è erroneamente segnata 2733m) che individua un ultimo costolone discendente dalla vetta. Qui terminare il contornamento: salire decisi l'ampio canalone discendente dalla Torre.

La salita avviene camminando su ripide rocce smosse, ma è facile e senza passi obbligati. A circa un quarto del pendio si trova un ometto, a metà parete è possibile trovare un paio di sbiaditi segni rossi. Proseguire faticosamente verso la visibile cresta sommitale, che si vince proprio nei pressi di una croce ed una effigie della madonna. Da qui prendere la cresta verso Est, all'inizio sul filo, mentre alcuni seguenti saltini possono essere aggirati sul versante meridionale, ma senza scendere troppo. In questo modo l'arrampicata è facile (I, passi di I+) anche se molto esposta. In circa 15m dalla croce si giunge al grosso ometto di vetta (3075m, c.ca 4h dall'Alpe d'Ovarda).

La discesa avviene per la stesso percorso utilizzato in salita. Al Colle di Costafiorita è possibile proseguire per il GTA in direzione del Colle Paschiet. Giunti ad un pianoro erboso con un grosso masso erratico voltare a destra (S) e raggiungere per un ottimo sentiero l'Alpe d'Ovarda. In questo modo si evita la più lunga risalita al Truc.

 

La Torre vista dal Truc. Si notano il Colle di Costafiorita e la lunga base della parete attraversata dal nostro itinerario. Alla base della parete si trova il Colle Costafiorita, 2465m
Dalla vetta si vedono i Laghi Verdi con il loro caratteristico pigmento verdazzurro. Croce sulla cresta sommitale, punto di sbocco del sentiero. Questo non è il punto più alto della montagna.
L'ometto di vetta. Il Monte Lera

Bibliografia

  • Berutto-Fornelli "Alpi Graie Meridionali" della collana Guida ai Monti d'Italia CAI-TCI 1979
  • Berutto "Valli di Lanzo e Moncenisio" III edizione Guide IGC (descrive la via normale da Usseglio)
  • Blatto, "In cima, 70 normali nelle Valli di Lanzo" Blu Edizioni (descrive la salita dal Colletto)


Ultimo aggiornamento Domenica 19 Aprile 2009 17:07