Traversata creste S – NE
Una cima in qualche modo minore, sovrastata dalla mole del Bianco, eppure di grande eleganza per i suoi versanti nevosi e le affilatissime creste. L’attraversamento delle creste è un itinerario affascinante, ma obbliga a qualche complessità logistica (occorre andare a Chamonix – Les Houches), oltre che mettere alla prova il portafoglio.
Si può prendere la prima funivia delle 7:30 del mattino verso Bellevue. Da qui un comodo e panoramico sentiero porta al Col Tricot. Il verde della primavera, il blu del cielo e la neve ancora prevalente sui pendii rendono il paesaggio un quadretto da cartolina.
Dal Col Tricot inizia un lungo traverso, il sentierino tra interminabili saliscendi supera ripidissimi prati e roccette fino al Refuge Gran Glacier, una piccola costruzione appoggiata alla parete della montagna.
Da qui in avanti il sentiero diventa una esile traccia su detriti verticali assai faticosi. Dopo una prima salita si scende sul ghiacciaio con una delicata disarrampicata e si attraversa il pericoloso pendio glaciale esposto al crollo dei seracchi. Ricomincia la salita sui detriti verticali fino all’arrivo al Refuge Durier, dopo oltre sette ore di cammino e circa 1900m di dislivello.
Anche questo rifugio, abbarbicato su un piccolo ripiano della cresta che collega la Bionnassay al Dome de Miage, è piccolo, senza luce, senza acqua e molto affollato.
Partiamo di notte verso le 3. La prima parte di cresta è larga e su detriti. Talora diviene nevosa, ma sfruttiamo una neve poco gelata su buona traccia per evitare i ramponi. A un certo punto la cresta diventa più sottile e nevosa, il gelo prevale e i ramponi diventano indispensabili.
Si arriva alla base della sezione rocciosa che è ancora quasi buio. Si arrampica in traverso verso destra, sempre sotto il filo della cresta, fino ad incappare in un vago diedro. Lo si risale con un ultimo passo di III+ davvero impegnativo, ma pulito dalla neve. Arrampicare con i guanti non è poi così divertente. Si prosegue poi più facilmente in cresta fino a dove questa ritorna nevosa. Rimessi i ramponi si arriva con facilità in vetta. Il primo sole della mattina illumina il Bianco. Il panorama è splendente e rilassante.
La discesa della cresta NE, se in ottime condizioni come oggi, è più facile di quel che si dice. È sufficiente un po’ di attenzione ed un piede dietro l’altro si arriva al Col de Bionnassay. Da qui si risale al Piton dove troviamo la normale via del Papa. Il resto è tutta campagna ed una gran fatica verso il Gouter, il rifugio, la terribile discesa dei detriti, il couloir della morte in uno stato sempre peggiore, l’arrivo al Nid d’Aigle. Qui scopriamo che il treno non è operativo. Ci tocca scendere a Bellevue a piedi, completando così il giro ad anello.
Si tratta a mio avviso di un gran bel giro tra montagne splendenti, i cui cieli sono affollati di parapendii. Un giro da fare in condizioni perfette come oggi, dapprima tra le stelle, poi in un sole mite e un’atmosfera priva di vento (ad eccezione dei dintorni del Bianco dove recita come sempre una brezza gelida e incessante). Il tutto su neve piacevole e facile da camminare. Una meraviglia che attenua un poco la fatica dell’itinerario.
Max elevation: 3362 m
Min elevation: 1705 m
Total climbing: 1947 m
Total time: 07:16:52
Max elevation: 4306 m
Min elevation: 1793 m
Total climbing: 1162 m
Total time: 13:26:18
Grazie a Ivano che apprezza questi giri di largo respiro.
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