Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Lagginhorn sud

Penso che l’idea di salire la cima sud del Lagginhorn per la sua lunga cresta sud mi sia venuta dopo averne ripetutamente letto sui recenti libri di Paleari. Prima il Lagginhorn non sapevo nemmeno che esistesse, come del resto molte montagne dell’Ossola e del Vallese.

Da Saas Grund decidiamo di salire a piedi fino all’Hoosas, dove pernotteremo. In questo modo è possibile fare una bella passeggiata tra pinete e magri pascoli che cedono via via il passo alle morene ed alle ultime lingue di neve della stagione.

La salita della cresta sud è molto frequentata, ma ci troveremo ad aspettare davvero solo sulla guglia che presenta la doppia più lunga (circa 20-30m), poco prima della vetta del Lagginhorn.

Il ghiacciaietto che precede il colle consiglia ancora i ramponi, per pochi metri di ghiaccio vivo, ma sicuramente c’è chi ci passa anche senza e di corsa, come il forte runner che ci supera poco prima della vetta.

La salita è onestamente molto bella e panoramica. Un gran ravanone che si sale slegati, ad eccezione di una breve placca fessurata con friend incastrato ed uscita cieca (in cui preferiamo fare un breve tiro), ed un paio di doppie perchè i passi più difficili sono dispettosamente in discesa. Anche il passo per salire sulla guglia è un po’ osè.

Proprio poco prima della placca fessurata andiamo sul lato orientale, dove uno strapiombo sbarra la strada, bisogna invece stare sul filo di cresta e poi a ovest, dove si passa meglio. Per il resto non ci sono molti equivoci: è una cresta.

La prima doppia è su cordoni, pochi metri sul lato occidentale per arrivare meglio ad un largo intaglio e saltare irrilevanti spuntoni.

La seconda è quella più lunga che scende dalla già nominata guglia, poco prima della vetta principale. Si approda ad uno scomodo canalino di scolo, ignorando uno spit con anello posto fuori via. Da qui esorto Luciano a non fidarsi di uno spezzone di corda abbandonato e pericolante, saliamo invece il canale di scolo per tornare in cresta. Poi leggerò che la corda è una corda fissa ancorata a spit e messa lì apposta per facilitare. Cambia poco comunque.

Arriviamo tutti in vetta insieme ad ammirare lo splendido panorama in questa giornata tersa e fredda. Poi cominciamo a scendere, chi per tornare all’Hoosas, chi alla tenda sopra la Weissmieshütte, chi direttamente a valle per ritrovarci tutti a Saas Grund.

Gran bella giornata su una splendida sterminata cresta rocciosa!

Ringrazio tantissimo Chiara per aver gestito le relazioni e la logistica nella lingua madre del canton vallese, ed ancora gli ottimi Max, Luciano, Gianni senza i quali tutto questo sarebbe rimasto nel mondo dei sogni.

Grazie a Luciano per alcune belle foto!

Riferimenti bibliografici:

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