Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Rocca di Verra

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Fate attenzione alle arrampicate nella splendida Val d’Ayas. Oggi proviamo per la mia prima volta la Rocca di Verra, sopra il meraviglioso Lago Blu. Dove osserviamo il rapido ritiro del ghiacciaio, con la morena oggetto di recente lascito dei ghiacci.

La Rocca appare dal basso come un enorme ribollire di caotici torrioni, separati da profondi canali e placconate. La via suggerita dai nostri pusher di roccia è Castiglia, un allegro D+ classico, con lunghezze di 5+ su compatta serpentinite rossa, quindi con pochissime possibilità d’integrare.

L’attacco non è segnalato in nessun modo, ma è visibile in alto nel diedro la prima sosta a spit, unica protezione in loco. La seconda lunghezza è un placcoso ed espostissimo 5c, con due spit (di cui uno sbullonato) e tanto brivido per arrivare alla sosta successiva. Rinunciano a salire Gfb, Giorgio e Angelo, mentre Jcr, subodorata la fregatura, fugge addirittura al Rifugio Mezzalama.

Continuo con Fabio, che come sempre determinato si sobbarca tutti i tiri più difficili. Oltre la seconda sosta non c’è più nessuna traccia. Giusto un paio di chiodi in oltre 200m di parete. La roccia è ben aderente, ma a parte questo lo sviluppo e la parete sono per lo più deprimenti. Oltre il terzo tiro per fortuna è tutto più facile, non oltre il III, passi di IV. Ritroviamo il sole in cima alla parete. Sconsiglio di ripetere questa via, ci sono scalate più entusiasmanti. Ma avremo davvero seguito la Via Castiglia? Pare proprio di sì…

Scendiamo i pendii meridionali della Rocca, andando a cercare i nostri soci dispersi nell’ampia valle.

Veramente meritevoli, oltre all’aderenza della serpentinite rossa, l’eccezionale ambiente della Val d’Ayas: i ghiacciai del Monte Rosa, gli ampi ripiani di Verra, gli alpeggi contornati dalle pinete, l’incredibile lago Blu incastonato tra le morene e la Rocca di Verra. Una delizia per far riposare i sensi.

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