Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Ritorno sul Bric Ghinivert

Bric Ghinivert
Enrico alla prima curva sulla cima del Ghinivert.

Eccoci di nuovo su per i Bric. Il Ghinivert lo ricordo da una bella escursione di inizio estate di qualche anno fa. Un pensiero nascosto, quello di salirlo con la neve. La Val Troncea è famosa per le valanghe e qui una causò addirittura una strage all’inizio del XX secolo.

Ci vorrebbe una neve ben assestata, condizioni primaverili un po’ particolari, come quelle che si stanno realizzando in questi giorni di inizio inverno. Ma la scelta è stata lo stesso difficile, proprio da queste parti ieri c’è stato un incidente mortale a causa della neve gelatissima che si trova al di sotto dei 2300m. La pioggia infatti è caduta a quote molto elevate ed ha reso la neve un blocco di ghiaccio. Decido bene di portarmi dietro picca e ramponi.

La prima parte del lungo itinerario prevede le piste di fondo e la salita al Rifugio Troncea. La valle ricoperta dalla neve è deliziosa e crea un clima molto natalizio. Il sole è fortissimo, da ustione.

Per allungare un po’ l’itinerario (ma ce n’era bisogno?) saliamo dapprima sotto il Bric di Mezzogiorno, per poi portarci sotto la nostra montagna. La neve da gelata diventa man mano una polvere piuttosto compressa. Le esposizioni sono varie, in un ripido traverso a sud, verso il Colle del Beth, prima mi accoltello e poi mi carico a spalle gli sci, sostituendoli con i ramponi. La neve è gelata e penetrano appena le punte.

Saliamo infine il ripido pendio polveroso che porta all’anticima. Da qui non si può proseguire, la cresta è accidentata e carica di neve dalla dubbia stabilità. M’intraverso di nuovo con i ramponi, fino a giungere ad un colletto presso la croce di vetta. La neve è ben trasformata e concede una certa tranquillità.

Sulla vetta finalmente ci si abbandona al relax degli sguardi a perdita di vista, scrutando le vie di discesa. Enrico, che è bravo, scenderà l’ombroso e ripido pendio nord. Io il soleggiato e bonario versante sud, dove passa l’itinerario canonico – che non abbiamo centrato durante salita. Ad ognuno il suo. Ci ritroveremo dopo pochi minuti alla base dell’erta finale del Bric. Così, tra tutt’e due, abbiamo fatto il giro del Bric.

Dopo alcune curve in pieno sud si volta ad ovest e la polvere regala una sciata molto morbida e divertente.

Seguono belle linee nell’ampio vallone, inciso da pittoresche ondulazioni. Il sole, basso sull’orizzonte, colora di ombre blu la scintillante glassa nevosa. È tutto molto candido e tranquillo, un’atmosfera da apprezzare ad ogni respiro, ad ogni curva.

Poi, come sempre, anche le migliori gite finiscono in grandi ravanate. Scendendo troppo a sinistra finiamo tra orridi e dissesti, proprio dove la neve diventa gelatissima. Agghiacciante. Così, al posto di finire al Rifugio Troncea, eccoci all’assai meno ridente lapide del minatore.

Ma che importa? Giri soddisfacenti come questo, per sciata e per ambiente, se ne contano pochi. Ben venga quindi questa neve, magari un po’ troppo ghiacciata in basso, che ci consente di fare le gite primaverili in pieno inverno.

Ci sono gite che si fanno per divertirsi qualche ora nella neve e fare qualche bella curva. E ci sono gite che danno anche qualcosa in più, per ambiente, percorso, natura dei paesaggi attraversati. Questa è una di quelle gite con qualcosa in più.

Bric Ghinivert
Lasciando il fondo della Val Troncea, da notare i rigoli della pioggia
Bric Ghinivert
Ecco spuntare il Ghinivert
Bric Ghinivert
Ampi pendii
Bric Ghinivert
L’ampio vallone che scende dal Ghinivert verso la Val Troncea
Bric Ghinivert
Nei pressi del colle
Bric Ghinivert
Il pendio verso la spalla “anticima”
Bric Ghinivert
Spalla “anticima”
Bric Ghinivert
La vera cima
Bric Ghinivert
La cima e l’ultima esile crestina, da salire a piedi
Bric Ghinivert
Dalla vetta
Bric Ghinivert
L’arrivo in cima
Bric Ghinivert
La discesa da fare
Bric Ghinivert
Il colletto delle discese
Bric Ghinivert
Ciao!
Bric Ghinivert
Neve fantastica
Bric Ghinivert
Le ombre si allungano
Bric Ghinivert
ravanone finale

Grazie a Enrico per questa fantastica sciata nella selvaggia Val Troncea.

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