Ho la passione per la meteorologia. Da decenni quando preparo una uscita in montagna mi perdo nel consultare mappe e previsioni. Per andare in alta quota a volte occorre una attenta valutazione delle condizioni del tempo, ogni insidia può trasformarsi in un pericolo. Sono soprattutto le giornate instabili (non belle, nemmeno perturbate) a diventare una persecuzione. Come sarà davvero il vento? I temporali isolati, quanto saranno isolati, quanto intensi? Come d’inverno quando c’è pericolo 3 delle valanghe. Non sai che fare.
In estate trovare una previsione che dica “tempo bello e soleggiato con calma di vento” tutto il giorno è praticamente impossibile. Io sono particolarmente permaloso e per mete impegnative non mi muovo se non ci sono garanzie di tempo più che buono. Il rischio del temporale isolato va comunque accettato, sennò in estate significa non muoversi mai.
Eppure sono proprio questi temporali isolati ad aver minato più volte le uscite in montagna. E così sono al Morelli-Buzzi per fare la cima Mondini. Potrebbe esserci giusto un temporale isolato in serata. Che vuoi che sia, chi se ne frega. Il temporale inizia la notte con una furia inaudita. Al mattino ci sono 20cm di grandine. Non spariscono che nel tardo pomeriggio, giornata rovinata. La cima Mondini la devo ancora fare ora.
Poi ci sono i temporali isolati che ti depositano la neve sulla cresta in modo preciso e puntuale la sera prima del tuo passaggio. Mi succede sul Weisshorn e sulla Biancograt al Bernina. In questo caso magari non accade nulla di così grave, ma di davvero fastidioso sì, eccome.
Infine ci sono i temporali isolati che ti aspettano con metodica pazienza e assidua precisione. Siamo ad arrampicare alla Cime des Planettes, una via di placca che richiede roccia asciuttissima. Arriva il temporale isolato e si piazza lì con la sua grandine solo su quella vetta, ovunque attorno splende il sole. Stai lì a maledire il fato. Penultimo tiro, una agonia uscire.
Questo per dire che quando meno te lo aspetti sei nelle grane. Non c’è bisogno di andarsele a cercare, per questo sul meteo mi piace adottare la massima prudenza. Oltretutto non mi piace andare in montagna con condizioni incerte, adoro il bel tempo e la fiera dei fenomeni meteorologici la lascio con piacere a chi ama le intemperie.
Quindi, quando più te lo aspetti, quando le previsioni meteo già ti dicono che potrebbe accadere qualcosa di poco consono alla attività che vuoi fare preferisco senza indugi aspettare tempi migliori. Senza rimpianti.
Il guaio è quando un amico mi chiede che fare, o si deve combinare qualcosa insieme e finisco per influenzare le persone. Chi frequento di norma conosce quanto o più di me le insidie della montagna e preferirei sempre che scegliesse a prescindere dalle mie talora nefaste considerazioni.
In un ragionamento più generale a tutto tondo a volte invece mi stupisce come ancora oggi con previsioni affidabili alcuni si mettano nei guai a causa delle condizioni atmosferiche. Più volte ho sentito di incidenti in montagna per questo motivo. Oppure basta guardare lo stato di prenotazione dei rifugi quando le previsioni sono tutt’altro che perfette. Immagino che si accetti un rischio a volte elevato. O che si vada per “provare”… a patto di prescindere dall’impegno economico oggi sempre più rilevante.
Penso che a nessuno piaccia mettersi nei guai. Eppure tutti ci siamo più o meno finiti. Tanti sono i fattori che influenzano una decisione. Per fortuna le scelte restano consapevoli e personali. Spero che a nessuno venga mai in mente di proibire le montagne quando le previsioni sono brutte, quando fa troppo caldo, quando fa troppo freddo e via andare. Anche se ci sono già esempi che vanno in tal senso, la speranza è che la montagna resti e diventi sempre più un esempio di libera e consapevole frequentazione.
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