Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Gran Pelà

Alpi Graie
Salendo alla Gran Pelà, sopra Pian del Frais. Uno sguardo alle Alpi Graie, dove la neve è molto scarsa. In evidenza il Rocciamelone

Un’altra montagna che sceglie di farsi salire a nostra insaputa.

Il Pian del Frais, sopra Chiomonte, offre un ampio segmento di vette adatte alle salite invernali con gli sci. Si tratta per lo più di moderati dislivelli, distesi su ampi, sterminati pendii regolari, tipici di questa valle. Parliamo in particolare dello spariacque tra la Val di Susa e la Val Chisone. Lo schema tipico prevede conifera, distesa di pascoli, colle, vetta.

Siamo saliti a caso, grosso modo in direzione del Colle e Cima delle Vallette (2743m). Le circostanze ci hanno così portato ad un anonimo colletto aperto tra la Cima delle Vallette e la Gran Pelà. La salita, benchè tracciata da numerosi passaggi, è stata piuttosto fastidiosa a causa della scarsa tenuta delle pelli. Fattore che mi ha portato a salire in modo un po’ dissennato perdendo per strada il valoroso Ziano (in preda a sintomi influenzali), lo stratega Cammello (in preda a sintomi nauseali) e Jcr (in preda a sintomi).

La salita di questi eroi è terminata sulla vetta del Gran Pelà (2692m), con gran sorpresa solo del sottoscritto che, come un novello Colombo, era convinto d’arrivare in India, o anche solo sulla P.ta delle Vallette.

C’è da dire che queste cime sembrano assomigliarsi un po’ tutte, fattore che può giustificare un multiplo ritorno su vette differenti.

La neve è assai subdola, buona e a tratti eccellente solo nella parte alta, da poche centinaia di metri sotto il colle in su. Per il resto fatica immane in discesa, mai piantato la testa così tante volte, crampi e voli proni  stile leone marino. Inforcato una conifera nella parte bassa, con volo di sfrondamento (mio, non della conifera). Giunto fortunosamente a Frais mi son perso dentro il paese.

Eppure l’uscita nel complesso è divertente e interessante, nonostante il sole che s’è fatto vedere molto poco. La neve comunque sciabile. L’aspetto interessante è che solo salendo in vetta si svela l’esatta orografia delle montagne, la comprensione finale, come un regalo per chi apprezza di arrivare quassù.

Un sabato incerto deciso all’ultimissimo momento tra mete a me ignote. Ringrazio i valorosi amici della compagnia I viaggi del Cammello, oggi Ziano,Ale, Jcr.

Colazione
Jcr inizia con una colazione antisalutistica
Antinfortunismo
Ecco invece Ale sfoggiare la nuova dotazione antinfortunistica per lo scialpinismo, presto obbligatioria per legge a tutti i praticanti di questa attività. Siete avvisati.
Fase iniziale di smarrimento
Fase iniziale di smarrimento
Bei pendii...
Ottimi pendii per sciare. Ehm... non proprio questi magari...
Prima del colletto
Presso il colletto
La salita
La salita
La vetta
Quasi in vetta!
Gran Pelà
Jcr in vetta, mentre filma l'interno del suo zaino.
Barre des ecrins e Delfinato
Barre des ecrins e Delfinato
Ciantiplagna e Cima delle Vallette
Ciantiplagna, Colle e Cima delle Vallette

4 thoughts on “Gran Pelà

  1. Ottima letteratura 🙂

    “La neve è assai subdola, buona e a tratti eccellente solo nella parte alta, da poche centinaia di metri sotto il colle in su. Per il resto fatica immane in discesa, mai piantato la testa così tante volte, crampi e voli proni stile leone marino. Inforcato una conifera nella parte bassa, con volo di sfrondamento (mio, non della conifera). Giunto fortunosamente a Frais mi son perso dentro il paese.”

Commenti

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