Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Un inverno mite e umido

  • Vista Gran Paradiso - 10/01/21
  • Monte Doubia - 10/01/21
  • Cima Frappier - 20/02/21
  • Dal Gran Bernardè - 31/01/21
  • Vista sul Monte Plu - 10/01/21

Ecco l’ultimo inverno in sintesi:

Dicembre Gennaio Febbraio
T. max 12.4 19.4 21.3
T. min -5.1 -7.8 -7.6
T. mean 3.6 2.4 6.2
RAIN (mm) 34.4 80.20 21.4

I numeri tuttavia non evidenziano quanto l’ultimo inverno sia stato molto umido a livello atmosferico, con numerosi giorni nuvolosi soprattutto nella prima parte. Tuttavia, le precipitazioni sono state davvero significative solo ad inizio gennaio. Febbraio è stato addirittura in deficit.

La temperatura media di gennaio non è quindi stata particolarmente elevata a causa di questa continua copertura nuvolosa, più che per episodi freddi, nessuno degno di nota. L’unico giorno di gelo è stato a febbraio. Ancora una volta si conferma un inverno nella media ormai molto mite degli ultimi trenta anni.

Mentre in bassa valle e pianura non ci sono stati fenomeni nevosi significativi – anche in questo caso occorre rimarcare come la neve sia ormai praticamente scomparsa negli ultimi venti anni a bassa quota – sopra i 1000m sono caduti fino a 80cm ad inizio gennaio.

Assolutamente di rilievo osservare come un mite febbraio abbia sciolto questa neve fino intorno ai 2500m, anticipando quello che dovrebbe essere un comportamento tardo primaverile. Febbraio è stato significativo anche per il ritorno del vento, talora molto mite.

Alcuni episodi di sostenuti venti meridionali in quota, con trasporto di sabbia dal continente sub tropicale sahariano, sono stati eccezionali.

Più in generale, mentre in Europa centrale e Regno Unito  anomali posizioni anticicloniche promuovono la discesa di correnti talora piuttosto gelide, le Alpi sono ormai tagliate fuori da queste dinamiche ed inserite in un contesto subtropicale.

Le previsioni stagionali sono state sostanzialmente rispettate. Sulle Alpi Graie Meridionali le precipitazioni non sono state abbondanti come le previsioni stagionali lasciavano presagire. Ma si è trattato di un fenomeno locale: le nostre montagne nell’ultimo inverno sono state tra le più siccitose dell’intera catena alpina.

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