Vettenuvole

Reali fantasie di nuvole, montagne e altre amenità

Life on Mars?

È venuto anche il tempo per salire il Monte Mars, da sempre scartato perchè in primavera c’è neve, in estate nebbia e in autunno c’è di nuovo neve. È venuto ora, in questi autunni che ormai sono prolungamenti dell’estate, con le cavallette ancora indaffarate ad allevare la prole che si portano a spalle e mini ranocchie che saltano tra un lago e l’altro.

La cabinovia di Oropa, del tutto sottodimensionata a ricevere le orde di turisti che salgono al Lago di Mucrone, ci risparmia un pezzo di salita. Ma all’attacco della via Innominata ci siamo solo noi. A parte la nebbia, che arriva puntuale appena toccata la roccia.

I primi due tiri sono abbastanza sostenuti, IV, IV+ su ottima roccia con protezione abbastanza sportiva. Poi cominciano tratti più discontinui, ma la roccia è sempre eccellente. Tutte le lunghezze sono concatenabili due a due con una corda da 60m ed una dozzina di rinvii. Solo nell’ultima può essere essenziale proteggere una semplice fessura con friend, per il resto non mi sembrano essere essenziali.

Degno di nota ancora un bel camino verticale di IV+ e infine una brevissima fessura quarzica di V+. Presenta un passo che si può azzerare, ma si sale con un buon movimento di piede. Si giunge così in cima al Dado che termina la via.

Tratto il Dado si supera una “schiena d’asino” – viene indicata di II, mi pare sottogradata, comunque si può aggirare per tracce sul lato orientale come abbiamo fatto. Si raggiunge quindi il sentiero che porta sulla cima del Mars. Anche qui poca vita al confronto delle orde di turisti che affollano gli impianti.

In cima non arriva la nebbia, ma solo un freddo vento da nord. Il panorama è impreziosito dal mare di nubi. Iniziamo un veloce ritorno per non perdere l’ultima corsa della funivia. Ma viste le centinaia di metri di coda in attesa preferiamo infine scendere a piedi…

Fare l’Innominata in giornata, con salita alla cima del Mars, consente di compiere un ottimo giro ad anello con una grandiosa vista sulle Alpi Pennine ed il circo di montagne del biellese. Stare nei tempi della funivia obbliga un passo veloce, peraltro rischia di essere vanificato dalle code del rientro, ma è anche possibile attendere con calma il proprio turno. Ringrazio Ivano de la Reunion per questa fantastica cavalcata.

Per approfondimenti consiglio la Relazione del Maestro Lanza, instancabile amatore delle montagne biellesi, cui va tutta la nostra stima.

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